Perché affidarsi ad un consulente pubblicitario ?

7 02 2008

.
La domanda che mi sento porre più spesso è proprio quella contenuta nel titolo… Perché mai un imprenditore al momento della progettazione di una campagna pubblicitaria in televisione dovrebbe mai affidarsi alle “cure” di un consulente pubblicitario? “E’ una spesa non necessaria” la risposta più gettonata. Ma non è cosi. In effetti se vedessimo la cosa in questo senso l’imprenditore potrebbe organizzarsi la campagna in proprio, contattando un’agenzia per le riprese e la realizzazione dello spot/televendita e rivolgendosi direttamente alle emittenti tv per le pianificazioni. In questa visione superficiale, il consulente verrebbe visto in questo senso e avrebbe il solo pregio di far risparmiare tempo all’imprenditore stesso, trattando con i diversi interlocutori. Ma come accennavo negli altri post non è cosi. Andiamo ad esaminare assieme perché è sbagliato tutto quello sopra espresso: è noto che in qualsiasi campo nel quale sia presente una forza vendita oppure la segnalazioni di affari piuttosto che di clienti, viene riconosciuta una percentuale alla persona che ha messo in contatto le 2 parti. Il caso più macroscopico si ha con le agenzie immobiliari; creano un contatto tra impresa edile e acquirente. La medesima situazione avviene anche con le agenzie produttrici video e riprese in generale e a maggior ragione con le emittenti tv. Torniamo all’esempio dell’imprenditore che segue la campagna in proprio. Quest’ultimo contatta ad esempio l’agenzia A per le produzioni video. L’agenzia stessa fa pervenire il proprio commerciale che contrattualizzerà la realizzazione del filmato. Da cosa è composto tale prezzo? Dalla spesa vera e propria incluse le spese di gestione e il compenso dell’agenzia e dalla provvigione percentuale  riconosciuta al commerciale stesso. Poi l’imprenditore contatta l’emittente Z per la programmazione dei caroselli pubblicitari: che succede? Medesima situazione: si vedrà ricevuto da un venditore della televisione… Costi? Tutto ciò che concerne la gestione televisiva e la  provvigione percentuale al venditore dello spazio pubblicitario. Può inoltre esserci una visione obiettiva in tutto questo? Sicuramente no. Poniamo che la campagna non raggiunga i risultati sperati. Il povero industriale contatterà prima la produttrice del filmato poi la televisione ma nessuna di loro né tantomeno i loro commerciali si assumeranno la responsabilità della sconfitta.
Però se l’imprenditore avesse avuto la fortuna di essere ricevuto direttamente dai titolari di entrambe le aziende, avrebbe risparmiato la provvigione verso i commerciali direte voi! Invece no, il prezzo deve essere sempre il medesimo altrimenti le aziende non troverebbero più conveniente avere un settore commerciale in quanto tutti i clienti si rivolgerebbero direttamente ai vertici per avere lo sconto. Il prezzo che noi paghiamo sarà sempre comprensivo della provvigione, indipendentemente se questa è assegnata ad un commerciale o un maggior guadagno del titolare!
Esaminiamo invece se l’imprenditore avesse affidato lo svolgimento della programmazione ad un consulente pubblicitario esperto: quest’ultimo non avrebbe contattato l’agenzia A, bensì l’agenzia B perché sa che la prima è troppo cara e la cura del montaggio in post produzione non è cosi efficace come i tecnici invece di B sanno mettere in pratica. Costi? La gestione del filmato e la provvigione percentuale incassata direttamente dal consulente pubblicitario. Che televisione scegliamo? Sicuramente non Z, anche se l’imprenditore la guarda per gli approfondimenti sportivi accurati che ci offre. Ma ci esponeva nel briefing iniziale che la sua produzione riguarda un nuovo modello di aspiratutto elettrico. Dobbiamo scegliere quindi l’emittente V che grazie alla pianificazione di soap opera giornaliera garantisce il target femminile necessario alla vendita. Costi? L’irradiazione dei messaggi e la provvigione percentuale incassata direttamente dal consulente pubblicitario.
Spese ulteriori per l’imprenditore? Nessuna. Benefici? Enormi: oltre al tempo risparmiato che esaminavamo prima, l’esperienza del consulente è completamente a disposizione del committente. Dal punto di vista economico come dimostrato sopra il tutto si rivela perfettamente neutro, non ci sarà un esborso ulteriore di denaro, il compenso del consulente è la segnalazione cliente. Inoltre lo elenchiamo per ultimo ma sicuramente trattasi di un motivo decisivo per scegliere il consulente è proprio il suo essere distaccato dalle realtà nella quale pianifica, non né è coinvolto, non ha minimi da garantire a livello di entrate verso aziende per le quali collabora, un vero e proprio free lance, che come dice la parola inglese è libero di muoversi in base alla sua esperienza.


Azioni

Informazione

Lascia un commento