Le inserzioni pubblicitarie a target

15 02 2008

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Vi ho spesso parlato anche nei precedenti post di quanto possa essere importante il target di riferimento per una pianificazione pubblicitaria, soprattutto televisiva. Sicuramente colpirlo direttamente ci comporta notevole risparmio di energie sia dal punto di vista economico che di tempo. Andando infatti a programmare direttamente all’interno di trasmissioni tv i nostri messaggi promozionali, le persone già più propense al nostro prodotto/servizio, nel guardare lo spot, hanno una maggiore possibilità di recepire la proposta commerciale. Certo però che se inseriamo gli spot all’interno di trasmissioni blasonatissime, il costo schizzerà verso l’alto a dismisura. Posso ottimizzare i costi “sfruttando” tale metodo di planning? La risposta è si. Poniamo che io sia un gioielliere, voglia pubblicizzare il mio esercizio, ma non ho il budget necessario per fare una televendita incentrata su gioielli che in qual momento ho in esposizione. Il “trucco” sta nell’usufruire le televendite di coloro che già in televisione sono presenti con le proprie televendite. Avete mai notato che questo programmi spesso sono interrotti dalla pubblicità? Le emittenti tv hanno escogitato questo sistema per arrotondare maggiormente i propri guadagni, facendo pagare qualcosina in meno a chi ha riservato lo spazio all’asta televisiva. Pensate, realizziamo lo spot, uno spot accattivante che in 30 secondi riesca a catturare il pubblico che a noi interessa (teniamo presente che il nostro scopo non è vendere, ma è attirare il più persone possibili a venire a trovarci direttamente in negozio – cosa in 30 secondi facilmente attuabile) e lo inseriamo all’interno delle pause pubblicitarie dell’altra televendita. Abbiamo il target assicurato? Certamente. La spesa è più contenuta rispetto ad una televendita? Ovviamente. Per non pensare poi alla sicurezza stessa: non dimentichiamoci che se ci rechiamo in tv con il nostro campionario di gioielli è molto più rischioso rispetto alla vendita in negozio con tutti i sistemi di sicurezza in funzione. E se il programma non fosse interrotto dalla pubblicità? Nessun problema, l’importante è la pianificazione costante ed a tappeto; programmiamo il nostro messaggio pubblicitario subito prima e subito dopo la promozione di riferimento.





Perché affidarsi ad un consulente pubblicitario ?

7 02 2008

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La domanda che mi sento porre più spesso è proprio quella contenuta nel titolo… Perché mai un imprenditore al momento della progettazione di una campagna pubblicitaria in televisione dovrebbe mai affidarsi alle “cure” di un consulente pubblicitario? “E’ una spesa non necessaria” la risposta più gettonata. Ma non è cosi. In effetti se vedessimo la cosa in questo senso l’imprenditore potrebbe organizzarsi la campagna in proprio, contattando un’agenzia per le riprese e la realizzazione dello spot/televendita e rivolgendosi direttamente alle emittenti tv per le pianificazioni. In questa visione superficiale, il consulente verrebbe visto in questo senso e avrebbe il solo pregio di far risparmiare tempo all’imprenditore stesso, trattando con i diversi interlocutori. Ma come accennavo negli altri post non è cosi. Andiamo ad esaminare assieme perché è sbagliato tutto quello sopra espresso: è noto che in qualsiasi campo nel quale sia presente una forza vendita oppure la segnalazioni di affari piuttosto che di clienti, viene riconosciuta una percentuale alla persona che ha messo in contatto le 2 parti. Il caso più macroscopico si ha con le agenzie immobiliari; creano un contatto tra impresa edile e acquirente. La medesima situazione avviene anche con le agenzie produttrici video e riprese in generale e a maggior ragione con le emittenti tv. Torniamo all’esempio dell’imprenditore che segue la campagna in proprio. Quest’ultimo contatta ad esempio l’agenzia A per le produzioni video. L’agenzia stessa fa pervenire il proprio commerciale che contrattualizzerà la realizzazione del filmato. Da cosa è composto tale prezzo? Dalla spesa vera e propria incluse le spese di gestione e il compenso dell’agenzia e dalla provvigione percentuale  riconosciuta al commerciale stesso. Poi l’imprenditore contatta l’emittente Z per la programmazione dei caroselli pubblicitari: che succede? Medesima situazione: si vedrà ricevuto da un venditore della televisione… Costi? Tutto ciò che concerne la gestione televisiva e la  provvigione percentuale al venditore dello spazio pubblicitario. Può inoltre esserci una visione obiettiva in tutto questo? Sicuramente no. Poniamo che la campagna non raggiunga i risultati sperati. Il povero industriale contatterà prima la produttrice del filmato poi la televisione ma nessuna di loro né tantomeno i loro commerciali si assumeranno la responsabilità della sconfitta.
Però se l’imprenditore avesse avuto la fortuna di essere ricevuto direttamente dai titolari di entrambe le aziende, avrebbe risparmiato la provvigione verso i commerciali direte voi! Invece no, il prezzo deve essere sempre il medesimo altrimenti le aziende non troverebbero più conveniente avere un settore commerciale in quanto tutti i clienti si rivolgerebbero direttamente ai vertici per avere lo sconto. Il prezzo che noi paghiamo sarà sempre comprensivo della provvigione, indipendentemente se questa è assegnata ad un commerciale o un maggior guadagno del titolare!
Esaminiamo invece se l’imprenditore avesse affidato lo svolgimento della programmazione ad un consulente pubblicitario esperto: quest’ultimo non avrebbe contattato l’agenzia A, bensì l’agenzia B perché sa che la prima è troppo cara e la cura del montaggio in post produzione non è cosi efficace come i tecnici invece di B sanno mettere in pratica. Costi? La gestione del filmato e la provvigione percentuale incassata direttamente dal consulente pubblicitario. Che televisione scegliamo? Sicuramente non Z, anche se l’imprenditore la guarda per gli approfondimenti sportivi accurati che ci offre. Ma ci esponeva nel briefing iniziale che la sua produzione riguarda un nuovo modello di aspiratutto elettrico. Dobbiamo scegliere quindi l’emittente V che grazie alla pianificazione di soap opera giornaliera garantisce il target femminile necessario alla vendita. Costi? L’irradiazione dei messaggi e la provvigione percentuale incassata direttamente dal consulente pubblicitario.
Spese ulteriori per l’imprenditore? Nessuna. Benefici? Enormi: oltre al tempo risparmiato che esaminavamo prima, l’esperienza del consulente è completamente a disposizione del committente. Dal punto di vista economico come dimostrato sopra il tutto si rivela perfettamente neutro, non ci sarà un esborso ulteriore di denaro, il compenso del consulente è la segnalazione cliente. Inoltre lo elenchiamo per ultimo ma sicuramente trattasi di un motivo decisivo per scegliere il consulente è proprio il suo essere distaccato dalle realtà nella quale pianifica, non né è coinvolto, non ha minimi da garantire a livello di entrate verso aziende per le quali collabora, un vero e proprio free lance, che come dice la parola inglese è libero di muoversi in base alla sua esperienza.





Pubblicità in tv: ecco come risparmiare

1 02 2008

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Carissimi lettori, vi ringrazio per le mail di contatto e di richieste di argomentazioni da inserire e trattare all’interno del blog. In moltissimi mi state domandando di segnalare quali potrebbero essere delle linee guida generali da adottare per poter effettuare una remunerativa campagna pubblicitaria in televisione. Ecco quindi che vi indicherò, in base alle esperienze maturate in questi anni sul campo televisivo promozionale, alcuni orientamenti da seguire non tanto rivolti al risultato finale della campagna, ne ho già parlato ampiamente, ma rivolti appunto al risparmio dal punto di vista dei costi da sostenere. Questi ultimi si possono suddividere in necessari ed accessori. Si badi che una campagna vincente non dovrebbe tralasciare gli uni né tantomeno gli altri. Di certo però ci si può muovere all’interno di un sottile filo che la concorrenza ci assicura per andare a “limare” o addirittura ad eliminare costi inizialmente non classificabili tra i necessari. In questo post andiamo a vedere quali sono le spese basilari ed eventualmente la possibilità appunto di limitare un esborso troppo elevato.
Che aspetti sono necessari per una promozione televisiva? Esaminiamoli punto per punto:
1) Emittente TV
2) Testimonial
3) Realizzazione e distribuzione del filmato

1) Emittente Tv: moltissime persone inserirebbero al terzo punto, cioè come punto finale, la scelta dell’emittente. Non dimentichiamoci però che è doverosa prima di porre in essere la totalità della pianificazione (come dicevo nei precedenti post) conoscere il nostro target di riferimento per scegliere la tv e poi andare a realizzare in filmato in base alla tv stessa e al target appunto. Come effettuare la scelta? Di certo la solida emittente “grande”, nazionale dovrebbe essere la nostra scelta. Si se le possibilità economiche fossero consistenti. E se invece volessimo moderare la spesa? Come dovremmo comportarci? Esaminiamo il territorio nel quale vogliamo proporre il nostro nuovo prodotto o servizio: ci sono delle tv regionali, radicate nel territorio, molto seguite, le cosiddette “tv di casa” che lo spettatore sente propria? La fiducia verso questi mezzi possiamo sicuramente affermare è la medesima se non superiore rispetto ad una tv pluriregionale o nazionale. Vedrete che se ci si pone in una situazione di ricerca dell’emittente giusta al posto giusto si potranno risparmiare moltissimi danari (l’emittente regionale costa molto meno di una più grande) da utilizzare perché no per prolungare ulteriormente la campagna pubblicitaria.
2) Testimonial: dobbiamo presentare il nostro prodotto in modo tale che fin dalla prima occhiata il tutto ispiri la massima fiducia nella mente dello spettatore. La possibilità di risparmio si può quindi traslare come nel punto relativo all’emittente nazionale in rapporto a quella locale. E’ necessario davvero per il mio prodotto o servizio il “vip” del momento? O è meglio soffermarci piuttosto su una persona, magari meno famosa, ma più efficace nell’esposizione e più accattivante dal punto di vista della descrizione? Inoltre è fondamentale inserire il testimonial stesso all’interno dell’ambito: pensate lettori, posso inserire l’ultimo personaggio creato dal grande fratello a presentare una mostra pittorico-artistica? Sicuramente no. Il contesto innanzi tutto del nostro prodotto: per una mostra d’arte dobbiamo scegliere un critico d’arte, per la presentazione di un disco pub il personaggio “grandefratelliano” farà al caso nostro.
3) Realizzazione e distribuzione del filmato: anche di questo mi è capitato di accennare nei precedenti post. Ho bisogno di un filmato efficace: come posso risparmiare su questo? Ebbene la risposta è si, mantenendo inalterata la qualità del prodotto finale. Il normale passo da seguire sarebbe quello di contattare un’agenzia di produzione video per la realizzazione del filmato stesso: ma prima facciamoci alcune domande: da chi e come è composta una tale agenzia? I cameraman, i montaggisti di post produzione, i tecnici audio, i tecnici luce, il/i titolare/i dell’agenzia, la/le segretarie dell’agenzia. Che costi ha l’agenzia oltre a quelli del personale appena elencato? L’acquisto delle attrezzature da ammortizzare e tutti gli oneri relativi alla gestione aziendale e allo stabile ove l’agenzia stessa risiede. Non vi sembra che ci sia qualcosa di troppo? Dove dobbiamo risparmiare? La maggior parte degli operatori video sono a loro volta free lance e in moltissimi casi sono proprio “affittati” dalle agenzie. Inoltre dovrei pagare la struttura dello stabile, nonché i titolari e lo stipendio delle segretarie. Quindi se ci affidiamo direttamente ai free lance il prodotto rimarrà il medesimo (le persone che ci lavorano sono sempre quelle!!) con un consistente taglio dei costi.

Che problematiche posso invece riscontrare se si segue personalmente il tutto? Semplicissimo: il tempo a disposizione più limitato per la normale attività aziendale. Ecco perché reputo fondamentale incaricare un consulente pubblicitario di fiducia che segua per voi la campagna in tutta la sua durata. Il costo? Zero! Possibile? Certo. Dovete sapere che per qualsiasi pianificazione l’emittente tv stessa esprime i prezzi comprensivi della percentuale riservata ai propri addetti commerciali. E’ chiaro che se una persona esterna pianifica, la segnalazione andrà versata al consulente stesso e non al commerciale interno. Dunque perché privarsi di un valido aiuto (gratuito!) da una persona seria e presente all’interno del campo televisivo magari da diversi anni? Avere al proprio fianco una persona neutra che non parteggia per l’una o l’altra tv ma anzi che abbia come obiettivo finale il risultato della campagna, è simbolo di maggiore trasparenza in quanto la percentuale sul budget stabilito sarebbe comunque versata o dall’una o dall’altra emittente.