Pubblicità & Televisione: Emittente Nazionale o Emittente Locale? Questo è il dilemma !

Le dinamiche delle necessità di apparire da parte delle aziende per incrementare i propri profitti dal secondo dopo guerra ad oggi sono note a tutti. Grandi realtà come Coca-Cola hanno fatto scuola a partire dal mercato americano per poi andare a posizionarsi come uno dei brand più conosciuti al mondo. A cosa dobbiamo questo? Senza nessun dubbio ad una mirata e oculata gestione pubblicitaria. La locuzione verbale “gestione pubblicitaria” racchiude in sé molteplici fattori e componenti: lo studio della campagna pubblicitaria, la concretizzazione della campagna stessa dal punto di vista creativo prima, e poi da quello realizzativo per quel che riguarda il filmato (attori, battute, scenografie, grafiche d’impatto e cosi via). E’ certo che l’organizzazione generale dipende dalla pianificazione dei mezzi di comunicazione da adottare anche in relazione ai diversi target di pubblico che i network televisivi pongono in atto in base ai propri palinsesti.
Ecco quindi che risulta doveroso capire prima lo sviluppo finale della campagna per poi procedere con la realizzazione della campagna stessa. Procedere nel porre a risalto fin da subito il percorso da attuare per l’obiettivo che ci viene richiesto: l’incremento del profitto dell’azienda pubblicizzata. In questo blog ci occupiamo specificatamente di campagne pubblicitarie televisive, dunque la domanda iniziale che ci si deve fare è capire se sia necessaria una programmazione attraverso emittenti nazionali oppure emittenti regionali o locali. Come in tutte le situazioni promozionali non possiamo certo affermare che l’una sia meglio o peggio dell’altra, ma è bene esporre i vantaggi di talune rispetto alle altre (come anche gli svantaggi che vedremo).
La tv nazionale ha il grande vantaggio di essere estesa a livello di irradiazione in tutto il territorio italiano in maniera capillare e con una qualità del segnale molto elevato grazie all’impiego di tecnologie sempre all’avanguardia. Il rovescio della medaglia sarà il forte costo da sostenere per l’acquisto di spazi e non per ultimo il costo per la realizzazione del filmato nel formato richiesto dall’emittente (Ad esempio il gruppo Mediaset richiede categoricamente materiale video in formato Digital Betacam o Mpeg IMX). Ovviamente il tutto deve essere ben supportato dalla professionalità degli operatori tv per andare a confezionare un prodotto che necessariamente deve essere ottimo per sfruttare appieno le potenzialità delle emittenti. Il risultato? Certamente di successo, se non di più. Lo svantaggio è proprio quest’ultimo rovescio della medaglia: riusciamo con un investimento non notevole (ad esempio dai 5.000 ai 10.000 euro) a supportare il costo tv avviando il volano pubblicitario di recupero spese iniziali per poi investirli nuovamente in ulteriori piani promozionali? La risposta è si ma anche in questo caso la pianificazione deve essere estremamente mirata… poi consentitemi di non svelare tutti i trucchi del mestiere per andare ad abbattere notevolmente il costo tv e consentire dunque anche alle piccole realtà le “luci della ribalta”. D’altro canto, mi sento dire : “Preferisco, piuttosto di una tv nazionale, acquistare spazi su una decina di medie tv regionali, in modo tale da risparmiare sull’investimento totale coprendo comunque il territorio nazionale”. In linea di massima questa affermazione è vera; infatti il grande vantaggio delle tv locali è proprio quello di costare ovviamente molto meno di una tv nazionale e spesso, concatenando le pianificazioni all’interno di queste emittenti, si può arrivare a buoni risultati. Qui la scelta dell’emittente deve essere ben ponderata, deve essere molto ben radicata nel territorio e considerata in tutto il suo target compreso quello delle televendite. Se sono un produttore di gioielli, o se mi occupo di vendite di opere d’arte, di certo posso essere inserito in quelle emittenti locali che propongono televendite di gioielli o di opere d’arte contemporanea. Abbattendo cosi ulteriormente i costi. Inoltre la stessa realizzazione tecnica del filmato non comporta degli importi elevatissimi in quanto tecnologia e professionalità possono rientrare nella media tecnologica e professionale. Ma, personalmente, solo in una cosa, fondamentale, importantissima, mi permetto di propendere ove ce ne fosse disponibilità economica da parte dei committenti, per la tv nazionale: la sintonizzazione nel televisore. Facevamo riferimento nell’articolo precedente a come fosse importante lo zapping. L’utilizzo del telecomando porta l’utente a balzare da un canale all’altro in modo rapido e veloce. Sfido però chiunque a controbattere quello che sto per scrivere: la normale sintonizzazione dei canali in Italia è la seguente:
1) RaiUno
2) RaiDue
3) RaiTre
4) Rete 4
5) Canale 5
6) Italia 1
7) La 7 (ex TMC)
Faccio un rapido passaggio sulla sintonizzazione del numero 7; fino a poco tempo fa La7 si chiamava TeleMontecarlo (TMC) e quasi contestualmente al passaggio di quest’ultima con il nome attuale (appunto La7) si affacciava sul panorama nazionale 7Gold, con un forte palinsesto domenicale legato al calcio. In alcune famiglie è avvenuta prima la sintonizzazione sul numero 7 di 7Gold, aiutando anche l’attuale incremento di % di share dopo l’approdo di Aldo Biscardi con il suo Processo. Tutte le altri emittenti locali però si trovano in sintonizzazioni più disparate e questo è senz’ombra di dubbio il più grande handicap che le emittenti regionali debbano subire. Quindi, concludendo, mi sento di affermare che in presenza di un buon budget, di certo pensare alla tv nazionale è la scelta giusta, con il consiglio di avere sempre al vostro fianco un consulente pubblicitario preparato per affrontare una campagna pubblicitaria così impegnativa.

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